Giorgio Dibitonto

Il nome di Giorgio Dibitonto è spesso associato a quello di George Adamski, lo scrittore americano autore dei libri I dischi volanti sono atterrati”; A bordo dei dischi volanti”; I dischi volanti torneranno” - Edizioni mediterranee, con il quale condivide diversi aspetti dell’esperienza di contatto con gli Extraterrestri.
Tanto Adamski quanto Dibitonto si collocano in un’area diversa dall’ufologia “classica” e riportano la propria esperienza nel solco del contatto spirituale e profetico proprio delle Sacre Scritture, affermando
di aver incontrato gli Angeli della Bibbia.
La continuità di situazioni e di soggetti si ritrova perfino nei nomi degli Extraterrestri che entrambi incontrano: Firkon, Ilmuth, Ramu.
Gli incontri descritti da Giorgio Dibitonto nel libro “
Angeli in Astronave
- Edizioni MEditerranee, si svolgono nell’arco di pochi mesi, tra la primavera e l’autunno del 1980, sulle colline liguri in prossimità di Genova, dove all'epoca egli risiedeva.
Sono gli stessi interlocutori a dichiararsi Angeli Extraterrestri, riferendosi alle parole della Genesi nelle quali si ritrova l’accenno ai Figli di Dio ed ai figli degli uomini.
Angeli in Astronave” non è quindi soltanto la descrizione dell’incontro tra Giorgio Dibitonto e un gruppo di Extraterrestri particolarmente favorevoli all’uomo, tutto il testo infatti contiene continui e documentati rimandi alla materia biblica ed evangelica.
L’esperienza descritta si distacca nettamente dalle tante versioni degli incontri ravvicinati, perché contiene un messaggio apocalittico e profetico: le astronavi del cielo torneranno perché questo è il tempo profetizzato per il ritorno del Signore Gesù: è il tempo del Secondo Avvento.

L’uomo oggi, inoltre, ha anche una sufficiente maturità che gli può permettere di uscire da una stasi: egli deve imparare a percorrere la via che porta verso il suo interno; imparare, cioè, a fare uso anche dell’intuizione, della sua intelligenza spirituale più profonda, che scaturisce dalla sua origine divina.
E' mediante tale facoltà, unitamente ad una grande umiltà, che i «geni» di ogni tempo sono pervenuti alla scoperta di leggi universali che hanno fatto evolvere l'umanità.
La nostra epoca è quella in cui, non soltanto poche grandi menti e pochi grandi spiriti possono compiere passi da gigante sulla via dell'evoluzione nella vera Vita, ma ogni essere umano del nostro pianeta, purché lo voglia, può comprendere il legame che unisce il limitato all'infinito, il mortale all'eterno e quindi l'uomo a Dio.
Per comprendere il fenomeno dei dischi volanti e delle Intelligenze che li conducono, è quindi importante esaminarlo con mente aperta e sotto un duplice aspetto: quello materiale e quello spirituale.
Sotto il primo aspetto, è necessario effettuare ricerche nel passato, rileggendo, alla luce delle recenti manifestazioni spaziali, gli antichi testi epici di tutti i popoli della Terra, i racconti mitologici, le antiche cronache pervenute fino a noi e ristudiare l'archeologia sotto l'aspetto spaziale, per comprendere che numerosi reperti ci parlano dei fratelli giunti fino a noi dal cosmo.
Si dovrà frugare nei polverosi archivi degli osservatori astronomici di tutto il mondo per trovare le osservazioni di oggetti sconosciuti effettuate dagli astronomi nei secoli passati; rimeditare le Sacre Scritture di tutte le Religioni del nostro pianeta per comprendere la possibilità che siano stati i nostri Fratelli Extraterrestri ad edificarle.
Se si prende visione dei Libri Sacri dei popoli di tutta la Terra, leggendoli con l'aiuto dell'intuizione, si vedrà che i Carri Celesti delle Scritture dell'India, della Cina e delle Americhe, il Serpente Piumato del Popul Vuh, la Bibbia degli indiani Quiché del grande ceppo dei Maya, l'Uccello di Fuoco degli indiani Hopi, i Testi Sacri del
Lamaismo nel Tibet, i Carri di Fuoco dell'Antico e del Nuovo Testamento, sono la stessa cosa dei Vimana degli indiani asiatici, dei Mezzi Potenti degli Dei di Omero, dei Globi e gli Scudi in cielo di Cicerone, Ossequente, Plinio il Vecchio, Seneca, Valerio Massimo e Senofonte, delle Sfere e i Tubi di Lycostene e dei dischi  volanti della nostra epoca, con la sola differenza che tali avvistamenti sono raccontati in una forma mistica e reverenziale ed interpretati alla luce delle conoscenze del tempo.
Naturalmente con queste affermazioni non si vuole dissacrare nulla, ma soltanto chiarire che questa «aviazione cosmica» ha sempre operato e continua ad operare nel nostro pianeta e che i suoi scopi sono di ordine e origine trascendentali.
Oggi, leggendo le testimonianze dei testi  sacri e relazionandole a quelle dei contattisti moderni, abbiamo la possibilità di comprendere la realtà cosmica e sovrannaturale dei visitatori provenienti dallo Spazio.
Circa la possibilità di altre forme di vita nel cosmo, un grande teologo, il domenicano Padre Monsambré, si espresse così:
«Perché gli astri non dovrebbero essere popolati da esseri meno grandi degli Angeli, ma più grandi di noi?
Tra la vita intuitiva dei puri spiriti e la nostra vita composta, ragionevole e vegetativa vi è certamente luogo per altre vite e, non si potrebbe pensare che il Divino Pastore abbia lasciato negli spazi le 99 pecorelle per venire a cercare quaggiù la centesima?
»

Noi, di “Universo Senza Frontiere”, siamo onorati di annoverare tra i nostri amici e sostenitori Giorgio Dibitonto.